Storia, Arte e Cultura
Conserva importanti siti archeologici di età nuragica (Su pedrighinosu, Balare, Su Posidu,
Malagarrucca, Sos Nurattolos, Kidade) che testimoniano le sue antichissime origini. Il
significato del nome è oscuro, ma si pensa possa derivare dal nome Balare con perdita
della B iniziale (ancor oggi caratteristica tipica del dialetto alaese è appunto la caduta
iniziale della B rispetto più generale modo di parlare logudorese) come dunque città dei
Balari. Oppure si ipotizza derivi dal popolo degli Ilienses, da cui Alaenses, Alà, ma
questa ipotesi è meno credibile e non accettata dai linguisti.
In ogni caso sia i Balares che
gli Ilienses erano gli antichi abitatori del luogo, e avevano in comune tra di loro il fatto di
non essere mai stati assoggettati dai dominatori Romani, al pari dei Barbarici del centro
Sardegna. Testimonia ciò il gran numero di toponimi prelatini che si trova nel territorio di
Alà (Boddò, Serì, Laccaralò, Senè, Istenolì...), come forse da nessun'altra parte in
Sardegna. Il paese moderno è sorto attorno al XVI secolo dopo Cristo, forse grazie al
progressivo avvicinamento delle genti del Montacuto verso le zone più ospitali della
Gallura, dando vita appunto ad Alà, alle sue frazioni orientali, alle tante frazioni di
Monti e
Padru. Il paese ha una lunga tradizione agropastorale, attività che ha dato per secoli il
sostentamento all'intera comunità. In particolare rinomate erano le carni bovine
selezionate e la produzione di miele, mentre molto meno diffuso rispetto alla media sarda
era l'allevamento ovino, forse per via dell'eccessiva frammentazione del pascolo alaese
(ad Alà non è praticamente mai esistito il latifondo).
Verso la fine dell'ottocento si
sviluppò la produzione di carbone, grazie all'opera di carbonai di origine toscana, molti
dei quali si stabilirono definitivamente ad Alà (ancor oggi sono riconoscibili i cognomi, e
anche i nomi tipici come Dante, Cesare e Cesarina, Giulio, Giusuè, che fino ad allora
erano sconosciuti tra gli alaesi). Caratteristica negativa fu il completo disboscamento di
buona parte del territorio di Alà, e le conseguenze sono ancora visibili oggigiorno nel
monte che sovrasta il paese, a nord, e nella zona sud-orientale verso Torpè.
La lingua madre, il
sardo-logudorese nella sua variante alaese, è una lingua vivissima, al
contrario della maggioranza dei paesi sardi, tanto che più che di bilinguismo, per Alà si
dovrebbe parlare di monolinguismo sardo: qualsiasi attività oratoria, dalla semplice
chiacchierata al bar, alle prediche ecclesiastiche fino ad arrivare alle discussioni in
consiglio comunale, sono caratterizzate dall'impiego costante e quasi esclusivo della
lingua sarda, sia da parte degli adulti, che dei giovani.
Ogni mese di marzo si svolge ad Alà la manifestazione
Alasport, competizione
internazionale di corsa campestre che ormai per la qualità degli atleti (campioni olimpici,
campioni mondiale, primatisti mondiali...) ha superato la leggendaria "Cinque Mulini", e
si colloca al primo posto in Europa. Ad Aprile di ogni anno si corrono sugli sterrati alaesi
alcune tappe del
Rally Mondiale Sardinia-Italia, valido per il campionato mondiale di
rally. Il 4 di Ottobre si festeggia San Francesco d'Assisi, con pranzo tipico per più di
10.000 pellegrini provenienti da tutta l'isola.